IN RICORDO DI BEN – IL MIO PRIMO SMARTWATCH- DECEDUTO RECENTEMENTE

Contrariamente alle sue abitudini nei miei confronti, quest’anno Babbo Natale mi ha fatto un regalo: l’Applewatch. A me. Proprio a me. Che sono da orologio a cucù. Mi sono incamminata mogia verso il parco per riuscire ad instaurare un qualche rapporto con il mio nuovo amico, neanche fosse un cane bilioso lasciatomi in custodia da un vicino malevolo. Babbo Natale deve aver notato il mio scarso entusiasmo, perché mentre uscivo captavo un borbottio indistinto in cui ho riconosciuto le parole: rivendere, e-bay,  ingratitudine, savoiardo e maiale.
Ma il feeling non c’è stato, anzi. A guardarlo bene è proprio brutto: tutte quelle palle colorate come il più pacchiano degli alberi di Natale. E se ne tocchi una, se ne apre un’altra. A indossarlo, anche peggio. Pesa un accidente. Il braccio sinistro viene trascinato in basso, la colonna vertebrale si storge, e additrittura mi sembra di avere un’andatura zoppicante.


Il povero orologio finisce dimenticato in un cassetto fino a quando, complice la solitudine, una giornata piovosa, e la presenza di Jack Lo Squartatore nei paraggi, mi chiudo in casa ed apro il tablet per leggere un po’ di istruzioni.
Il mio smartwatch può telefonare, scambiare sms, mail, fotografare, dare le previsioni del tempo, l’andamento della borsa, le pulsazioni cardiache. E fin qui…
Ma più leggo più mi rendo conto che le sue funzioni poco hanno a che fare con la tecnologia è molto con l’ empatia. Perché lo smartwatch di Cupertino e’ uno strumento di comunicazione intimissimo ed istintivo tra due persone, diverso dai soliti whatsapp, telefono o mail. È una bacchetta magica che avvicina due parti in modi finora inesplorati.
Cito testualmente:
SKETCH – si disegna qualcosa sul display sfiorandolo con un dito ed il disegno viene proiettato sul display della controparte per poi svanire
TAP- e’ un colpetto sulla spalla, un “pssst” sussurrato in intimita’
HEARTBEAT: sul display appare il proprio cuore che batte.
Se lo sincronizziamo con la propria anima gemella…allora due innamorati possono capire se i loro cuori battono all’unisono? E gli altri me lo leggeranno sul display quando ho il cuore in gola?
E poiché e’ a contatto con la pelle, le notifiche hanno una dimensione fisica, come se a ogni messaggio in arrivo ricevessi una carezza sul polso. Sappi che se ti mando un Tap, nel Tap c’e’ molto di me, perché ti sto sfiorando.
Io credo che lo smartwatch della Apple non sia uno status symbol, ma un approccio rivoluzionario alla tecnologia. I confini fra digitale e vita reale stanno svanendo e le mie convinzioni personali sulla scienza e sulle emozioni stanno radicalmente ed improvvisamente cambiando grazie a Ben.
Scelta del nome alquanto ovvia. Perché’ e Benaugurale, visto che oggi è Capodanno. Perché è inglese come il Big Ben, suo illustre parente, l’orologio più famoso del mondo. E perché, fateci caso, le parole che iniziano con Ben evocano sorrisi, positività: Bengodi, Benvenuto, Beniamino, Benny Hill, Benrye’, Benfica, e chi più ne ha più ne metta.

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