La Viareggiaggine

Se io so di essere a Viareggio, non è perché vedo la spiaggia, o i carri di cartapesta, o i viali a mare, ma perché guardo le persone.
La viaregginità esplode nella sua gente.
Non semplicemente gente di mare.
Gente di Viareggio.
Inconfondibile.

Fateci caso.

Il Carnevale lo troverete nelle espressioni di stupore, sempre nuove dopo 150 anni, dei viareggini al Corso Mascherato, nello scintillio degli occhi quando intonano le canzoni struggenti di Egisto.

Fateci caso.

Che siete a Viareggio, non lo capirete solo dal profumo che c’è nell’aria, ma perché la gente qui trova comunque un momento per fermarsi ad annusarlo, per incamerare il salmastro, e intorno a voi ci sarà sempre qualcuno che respira a pieni polmoni.

Fateci caso.

La viareggitudine la notate se guardate le ragazze.
A me le viareggine sembrano più belle, ma forse è solo perché quando camminano sembrano tante regine.
Sarà il lungomare che fa da cornice a farle sentire privilegiate, o magari sarà che la Passeggiata si presenta come un’infinita passerella lungo la quale fare le “vasche” incedendo a testa alta come indossatrici e dare il meglio di sé, mentre i raggi dell’ultimo sole ne infuocano le chiome? Vuoi mettere invece essere costrette ad esibirsi girando in tondo in piazze umide e buie?
E vogliamo parlare degli uomini, viareggini?
Ah, gli uomini!
Anche ad ottant’anni, con un accenno di barba vecchia di un paio di giorni, ed il berretto di lana blu con la rovescia calato fin sugli occhi, sembrano eterni, scanzonati, ragazzi.
Fateci caso.
Il viaregginismo lo trovate nelle gambe degli uomini, leggermente, solo leggermente, arcuate alle ginocchia, e nei piedi ben piantati in terra, divaricati, come se generazioni di marinai avessero trasmesso ai discendenti l’arte di mantenersi in equilibrio sulla barca, o nella vita.
E infine, guardate come i viareggini, e solo loro, vanno in bicicletta. Non mi riferisco certo agli invasati sulle MB per cui la competizione con i compagni sembra sia una questione di vita o di morte. Ma a chi procede con calma in passeggiata, le ginocchia allargate, i piedi appoggiati sui pedali con le punte divaricate, le mani occupate a reggere una cartata di pizza o un vassoio di paste, lo sguardo lontano, a cercare i surfisti che cavalcano l’onda, gli occhi socchiusi a fronteggiare ed assorbire la troppa luce.
Fateci caso.
E’ qui che la viareggiaggine prorompe in tutta la sua potenza.
In quei viareggini che circolano sul lungomare su vecchie, arrugginite, salmastrose bici da diporto, e che a me sono sempre sembrati impavidi cavalieri in sella a purosangue.
Perché tutti pedalano.
Ma pochi lo fanno con eleganza.
E quei pochi, sono viareggini.
Fateci caso.

P.S. No, non sono stata prezzolata dal Sindaco Giorgio Del Ghingaro o dall’Azienda Autonoma di Soggiorno della Versilia…
E’ solo che mi sono guardata intorno, ho visto tanta Bellezza e ci ho fatto caso…

 

 

 

 

 

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