THE DARK SIDE OF THE MOON

Rubo una delle lune impeccabilmente ritratte dal sempre più bravo amico Duilio per accompagnare alcune riflessioni terra-terra (per usare un eufemismo) scaturite dalla visione di APOLLO 11, un montaggio di filmati originali ed inediti relativi all’allunaggio e che, stranamente, sono uscite, identiche ed in contemporanea, da due persone unite sì, da un legame di sangue, ma diverse per età, sesso, attitudini e tutto il resto.
Cioe’ Marco, un tredicenne con tutti i suoi tredici anni racchiusi in uno sguardo curioso verso l’alto, e la sottoscritta, una cinquantacinquenne con tutti i suoi 55 anni a gravare sulla schiena, e, più ancora, sul fondoschiena.


1) Per quanto riguarda la diatriba vecchia di 50 anni che quello dell’allunaggio sia un bluff creato per vincere sul tempo i russi, ebbene, il sospetto è venuto anche a noi, in particolare perché nelle riprese lunari non si vedono mai le stelle. Dice…che e’ dipeso dalla posizione delle telecamere, dice…, orientate per inquadrare gli astronauti ed il suolo. Boh! Noi due però, che crediamo anche alle favole, abbiamo deciso che lo sbarco sulla luna c’è stato davvero.
2) Perché mai l’uomo non e’ tornato sulla luna dopo il ’72?
E’ inverosimile che con i mezzi che abbiamo oggi, a nessuno sia venuto in mente di riprovare. Potrebbe essere quasi alla portata di tutti, non dico per farci una scampagnata, ma quasi.
– QUASI, puntualizza il tredicenne dagli occhi sognanti- di sicuro avresti difficoltà a stendere un plaid e ad aprire il tuo cestino da pic-nic… galleggerebbe!
3) Uno potrebbe pensare che il comandante della spedizione, il capitano Armstrong, incaricato di condurre per la prima volta l’uomo su un altro pianeta, sia stato un Dio in terra. Invece no! Ubbidiva come un cagnolino agli ordini della base di Houston che addirittura imponevano all’equipaggio di addormentarsi a comando nell’ora programmata dalla scaletta. Impossibile sgarrare. Fortuna che non c’era Schettino.
4) Tralascerei gli osannati Armstrong e Buzz Aldrin e mi occuperei del povero Collins, che in tutta questa faccenda ha avuto pochi onori e troppi oneri.
Dunque, il povero Collins è quel cristo che, dopo che la Eagle, la navicella predisposta per l’allunaggio, si è staccata dal modulo di comando Columbia, ha continuato a girare in tondo nell’orbita lunare in attesa di riprelevare al volo gli altri due in un istante ben preciso, come fanno i trapezisti nel circo. E c’è stata una mezzora in cui il povero Collins, isolato dalle comunicazioni via radio con Houston, impossibilitato a vedere il Mare della Tranquillità perché si trovava nella Dark Side of the Moon, è stato l’unico uomo, dopo Adamo, ad essere solo nell’Universo. Ma se ad Adamo dopo pochi minuti di beata solitudo è stata appiccicata Eva, al povero Collins nessuno ha mai pensato di dare un compagno, per orbitare intorno alla luna. E se gli fosse venuta una sincope? Chi li raccattava quegli altri due seminati in giro per l’universo a vagabondare fuori dalle orbite? Certo, problemi di carburante non ce ne erano, senz’altro al povero Collins la Nasa aveva ordinato di mettere in folle per risparmiare benzina non appena entrato in orbita, un po’ come fanno i lucchesi in cima al Quiesa quando vengono a Viareggio al mare, ma senza il comando umano avrebbe potuto la Eagle riabbracciare il Columbia?
Insomma, siamo usciti dal cinema pieni di dubbi, sia il tredicenne con 13 splendidi anni ad illuminare lo sguardo sia la 55enne con 55 pesanti anni tutti sul sedere, però emozionati, profondamente emozionati. Da quei filmati originali, dalle parole preveggenti di Kennedy, da quelle commosse di Nixon, dalle immagini della terra vista dallo spazio, ma soprattutto da quelle migliaia di persone in calzoncini corti a guardare il cielo a Cape Canaveral quel luglio di mezzo secolo fa, e da milioni di altri incollati ad un televisorino bombato in bianco e nero che certo sentivano che non solo Armstrong, non Aldrin ne’ il povero Collins avevano fatto un passo così strabiliante, ma tutti noi eravamo lì a passeggiare sulla luna..
Alla fine, il tredicenne e la 55enne hanno già programmato un picnic sulla luna, con tanto di tappeti volanti e torte di mele galleggianti.
E chissenefrega se quei crateri erano davvero sul Mare della Tranquillità oppure delle semplici riprese nel Deserto del Nevada o dell’Inceneritore del Pollino…


 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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